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Colares non è morta, è solo addormentata

por Nuno Saraiva, em 10.04.07

IL VINO QUASI INTROVABILE !!

Um retrato do Vinho de Colares, aqui

Non tutti i grandi miti sono destinati a durare per sempre, come questi vini prodotti a nord-ovest di Lisbona in Portogallo, che tra qualche decennio correranno il rischio di estinguersi e diventare un lontano ricordo.

Sto scrivendo della zona del Colares e dei suoi magnifici vini che qui si producevano un tempo, perché oggi i giovani sono poco propensi a dedicarsi alla coltivazione della vite in una zona, che si affaccia sull’oceano Atlantico, molto disagiata, con venti che soffiano senza lasciarti tregua e sembrano volerti spazzare via d’un colpo.

Leggendo un romanzo portoghese ho conosciuto la zona del Colares dove il protagonista, un vecchio nobile, dopo anni di solitudine e malinconia aveva ritrovato i suoi adorati figli. Durante la cena fece servire del Pinot Bianco con gli antipasti, e con la portata principale fece servire del Colares d’annata. Purtroppo nemmeno questo delizioso vino servi’ a trattenere i suoi figli che dopo la cena ripartirono ugualmente, lasciando l’anziano genitore nuovamente solo : una triste storia che purtroppo si ripete nel tempo, troppo spesso, fino ai giorni nostri. Ma tornando al tema, mi è rimasto impresso questo nome strano e questo vino , che non avevo mai conosciuto prima, cosi’ durante una mia trasferta in terra portoghese, ne ho approfittato per visitare questa zona, cosi’ misteriosa quanto affascinante.

UN PO DI STORIA DEL COLARES

Già dal XIV secolo il vino Colares veniva esportato, ma la coltivazione è sempre stata faticosa e particolare, in quanto essendo i terreni sabbiosi, per permettere alle radici delle viti di affondare nell’argilla e creta, si dovevano scavare buche profonde anche due metri. I vitigni non erano innestati, in quanto nei terreni sabbiosi il parassita " Fillossera" non sopravvive ( cosi’ è pure nelle zone litoranee del delta del Po, a me vicine ).

I vitigni crescevano poco al di sopra del terreno e si sviluppavano in orizzontale, protetti da dei muretti di pietra, proprio come avviene nell’isola di Pantelleria, in quanto i forti venti provenienti dall’ Oceano Atlantico rischiavano di bruciare letteralmente i grappoli di uva. La varietà dell’uva che da origine ai vini di Colares è il " Ramisco ", una varietà autoctona che molto probabilmente è l’unica in Portogallo a non essere mai stata innestata. Le uve che ne derivano hanno consentito di sviluppare dei tannini naturali ed una acidità al di fuori della norma, tanto che l’imbottigliamento avviene dopo anni ed anni di affinamento in botti di legno, cosi’ che il vino può durare poi, una volta imbottigliato, praticamente in eterno.

LA SITUAZIONE DI OGGI

Oggi il panorama della zona è completamente cambiato, ed essendo a meno di un’ora di macchina da Lisbona è diventata zona di villeggiatura con molte seconde case, ma di vigneti quasi nemmeno l’ombra.

Abbiamo chiesto informazioni in un ristorante di Azenhas do Mar, spettacolare paesino di case bianche a strapiombo sull’ Atlantico, e l’oste si è ricordato che in un paese vicino vive ancora un vecchio viticoltore, un tempo famoso.

Antonio Bernardino Paulo ha 76 anni, portati bene, grazie al Ramisco sorride lui, mentre ci accompagna nella sua vecchia cantina. Ci racconta che fino al 1931 ogni vignaiolo della zona ha prodotto il suo Colares, che veniva esportato per la maggior parte in Inghilterra, mentre oggi tutte le uve vengono conferite ad una Cooperativa, ed i vignaioli passano a ritirare il vino quando pronto.

Si avvicina il momento piu’ emozionante quando il sig. Antonio ci stappa una bottiglia del suo Colares annata 1992, cercando di carpire con lo sguardo le nostre impressioni. Mai mi sarei aspettato un vino del genere : aromi eleganti di bacche mature, accompagnate da note di sottobosco, mentre in bocca è risultato ricco di corpo e struttura, il tutto supportato da una bella spalla acidità, ancora in evidenza. Di questi vini oggi non se ne trovano piu’, e bevendoli si capisce perché questi Ramisco invecchiati un tempo fossero considerati vini di alto lignaggio : vini nobili per gente nobile ( anche solo nell’animo….!!! ).

Ci accompagna a visitare la vecchia cantina, un tempo molto florida viste le dimensioni, ma oggi è tutto vuoto.

" Colares non è morta, è solo addormentata " ci dice il sig. Antonio, in quanto sono già stati impiantati i primi nuovi vigneti , con le nuove tecniche agronomiche, sempre senza piede americano.

Non sono molti i giovani disposti a lavorare la vigna da queste parti, ed anche se il Colares rischia l’estinzione, riusciremo a trovarlo e berlo ancora per molti decenni, in quanto a differenza della maggior parte dei vini moderni, lui può invecchiare ancora molto, molto a lungo……..

Prosit cari amici lettori con i magnifici vini del Colares.

Roberto Gatti

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publicado às 11:24


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